17/12/2007

BENE

La prima volta che ascoltai questa canzone avevo quasi 16 anni.
Il mio ragazzo aveva la mia stessa età ed eravamo compagni di banco al liceo.
Siamo stati insieme per 8 anni.
All'epoca questo era il suo brano preferito. Oggi non saprei.
Musicista, lo suonava e cantava con indubbio talento interpretativo.
Io amavo lui e continuo ad amare "Bene".
 
 
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12/12/2007

vacanze romane - II parte

Sveglia che suona presto. Corrispondenza con il Prete smemorato per l’appuntamento del pranzo. In 2 un bagno solo. Caffè e sigarette e biscotti e pace. Quello che abbiamo scoperto io e Cloe fin dal primo momento è che non avevamo bisogno di riempire il silenzio con parole inutili. Immensa libertà e segno di forte intimità. Sms di Robby “sono quasi arrivato”...Merda, dobbiamo ancora farci la doccia, vestirci, truccarci...rimerda. Ci catapultiamo in bagno, sembriamo un ingranaggio perfetto, io mi asciugo, lei si fa la doccia, lei si asciuga, io mi metto la crema, lei si mette la crema, io mi lavo i denti...usciamo. La mia minimacchina purtroppo non vola e così il traffico rallenta il nostro andare. Robby è già a Piazza di Spagna e passeggia. Noi in ritardo, come si conviene. Corri, corri, tapis roulant che danno le vertigini e scale mobili soffocanti ed eccoci sotto la scalinata di Trinità dei Monti ed ecco un puntino chiaro in lontananza che sorride...è Robby! Abbracci e abbracci e la stranezza di stringere carne al posto di parole. Amici questo sembravamo tutti e 3 con la naturalezza che solo gli amici possono avere nelle loro conversazioni. Aperitivo mentre Cloe non riesce a staccare gli occhi da un ballerino sessantenne che danza su una musica che solo lui può sentire. Ma seduti non riusciamo a resistere, i nostri piedi vogliono la strada. “Dove siete?” il Prete chiama e noi lo accogliamo. Altri abbracci, altri baci e altri saluti. Il ristorante è carino, ma a noi importa poco. Sono le parole e il guardarci negli occhi l’unica cosa al centro della nostra attenzione. Le parole questa volta pronunciate. E poi, poi il tempo è volato...passi, una libreria, un negozio di arredamento e il riposo sulle scale di Piazza di Spagna prima di infilarci tutti e 4 in macchina, sotto la pioggia, in direzione della stazione dove avremmo salutato i due uomini. Quello che ricordo era la pioggia sottile, i fari delle macchine che illuminavano il nostro arrivederci, gli abbracci stretti, l’odore dell’altro e Roma che diveniva più grigia. Io e Cloe sulla strada di casa. La giornata è stata emozionante, divertente, profumata, colorata nonostante la pioggia. Non abbiamo voglia di altro questa sera se non di rimanere in casa, raggomitolate. 30 minuti in videoteca, 6 film acquistati da me e 4 da Cloe...ecco la nostra serata perfetta. Scelgo io e alla mia sposa questo piace. “Il giorno più bello”, commedia con Violante Placido e Fabio Troiano, a cui io sono particolarmente affezionata perché prodotto da uno dei miei più cari amici (che Cloe conoscerà domenica) e poi “Shortbus”, film scandaloso e al limite della pornografia (così hanno scritto), che io ho amato per le ricostruzioni di New York in cartapesta, per la colonna sonora e per la maestria commovente nel raccontare i disagi e le passioni di alcune giovani coppie. Cloe apprezza la scelta. L’unico neo è stato che di “Shortbus” non ha potuto vedere gli ultimi secondi di film a causa di un graffio sul dvd. Io sono contenta perché il film l’avrei fatto finire senza quegli ultimi secondi. Dopo 4 ore davanti alla tv è giunto il momento del sonno, del sogno. Veloci. Un, due, tre...Buonanotte adorata.

Sabato...sveglia tardi, tardissimo...è quasi mezzogiorno. Fame? Mah. Caffè...tanto. Biscotti. Parole scritte e dette. Ci vestiamo? No, perché? Chiudiamo il divano letto per poi riaprirlo dopo 1 minuto. Dopo aver costretto Cloe a guardare “Amici”, trasmissione che mi fa morire dal ridere, facendo zapping ecco che appare “Flashdance”. No, non possiamo non guardarlo per l’ennesima volta. Cloe conosce tutte le battute a memoria ed è meraviglioso ripercorrere grazie a questo film gli anni passati. Mmm...sono le 17, forse dovremmo alzarci e prepararci per l’aperitivo che una mia amica ha organizzato per inaugurare la sua nuova casa. Diligentemente lo facciamo. Togliamo finalmente i pigiami per indossare pantaloni, maglioni e perle, ma...ho lasciato il televisore acceso e...cavolo “Se solo fosse vero”, commedia sentimentale tratta da un libro di Marc Levy. Cloe inizia a vedere ed io a rivedere con lei. A volte servono questi film romantici e fiabeschi. Arriviamo in ritardo, il cibo è finito, il vino per fortuna no...baci, presentazioni, giro turistico nella reggia e nuovamente baci. Dobbiamo raggiungere Allis per la cena. Il traffico del sabato sera romano ci tende una trappola e lasciamo Allis ad aspettarci su una panchina, al gelo, a Trastevere. Lo troviamo semi congelato, ma non appena posa gli occhi su Cloe il suo colorito ritorna roseo e le sue labbra si allungano in un sorriso d’amore. Si, loro si amano ed io non sono per niente gelosa. E’ stato bello conoscere Allis. Una persona che a pelle ha fatto sentire caldo anche a me. Non siamo riusciti a limitarci nel cibo e usciamo dal ristorante pieni come sacchi di patate. Io e Cloe abbiamo le tette che stanno scoppiando...eh si, perché quando uno mangia troppo, beh, per qualche strano motivo, si ritrova con le tette che non riescono più a rimanere buone buone sotto il cappotto...No, non possiamo raggiungere i miei amici per bere insieme a loro qualcosa. Non possiamo in queste condizioni. E allora salutiamo Allis con grandi abbracci (il mio nuovo profumo da bordello adesso so che funziona!) e ripercorriamo la strada verso la mia minicasa. Domani Cloe partirà ed io non ne voglio parlare. Il racconto del nostro week end per me finisce qui. La giornata di domenica, insieme alla “mia famiglia romana” l’ha descritta la mia sposa come meglio non si poteva. Quello che voglio dire per concludere il mio logorroico post è che domenica il viaggio di ritorno, dopo aver accompagnato Cloe a Fiumicino, è stato segnato da qualche lacrima.
Perché anche se gli ospiti dopo qualche giorno puzzano, io avrei adorato la sua “puzza” se lei fosse rimasta con me.


10/12/2007

vacanze romane - I parte

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E’ giovedì. Sveglia alle 8 come al solito. Triplo caffè e tripla sigaretta, doccia, parrucchiere e traffico sul lungotevere...merda...non riuscirò ad arrivare in tempo! Ed invece...le macchine si diradano e raggiungo Fiumicino (terminal A, arrivi nazionali) in 30 minuti. Parcheggio con fortuna inaspettata giusto di fronte all’entrata. Voglio aspettare il mio gigante alla barriera oltre la quale parenti ed amici non possono andare. Mi piace attendere qualcuno in aeroporto. Stai lì in piedi contro la transenna e puoi solo scorgere per brevi attimi quello che c’è al di là delle porte automatiche che dividono il posto riservato a Didi e Gogo e lo spazio dove i rulli fanno scivolare i bagagli di Godot che si spera, questa volta, arrivi. Ma non riesco ad assaporare l’attesa perché appena varco l’ingresso vedo una donna, il mio bignè alla crema che avanza con i suoi passi lunghi e silenziosi, con un sorriso bellissimo nonostante il mal di testa che l’aereo sempre le scatena. Abbracci e baci sulle punte (proprio oggi ho deciso di indossare degli stivali rasoterra!) e chissà se il bagaglio entrerà nella mia minimacchina e ho fame e anch’io e dunque?
Spesa. Il mio frigo, come da prassi, è totalmente vuoto. Urge comprare qualcosa per 2 povere affamate che alle 5 del pomeriggio si mangerebbero un vitello sano. Cloe ha voglia di...McDonald’s?!?! Oddio...aiuto! Io odio quei panini morbidi al sesamo pieni di cetriolini e salse disgustose, ma come posso non assecondare un suo desiderio quando mi guarda con quegli occhi liquidi? E sia...ma ad una condizione. Il cibo lo portiamo a casa. La puzza persistente di quel luogo americano che ti si insinua nelle narici e non lascia mai più i tuoi abiti non posso davvero sopportarla. Ma oltre agli hamburger e alle patatine? Alle 21 c’è il nostro programma televisivo preferito “La figlia di Elisa di Rivombrosa” (non infierite, please!) e noi che normalmente lo vediamo a 500 km di distanza mandandoci circa 100 sms di commenti, stasera lo vedremo raggomitolate sul mio divano insieme...ma cosa sgranocchiamo mentre aspettiamo che Agnese ed Andrea facciano una scena di sesso per vedere quest’ultimo mezzo nudo e sbavare sulla sua adolescenziale bellezza? 1 tappa: GS. Il nostro carrello della spesa guardato con sgomento dalla cassiera: 2 pacchi di patatine, 2 di cipster, 3 pacchi di salamini, aranciata, succo di albicocca, 2 confezioni di profiteroles e 2 di budino al cioccolato con panna, 1 torta al cioccolato, 1 torta di mele, olive, biscotti, grissini e latte. Basterà? Mmm...al massimo torniamo domani a fare rifornimento! 2 tappa: McDonald’s. Cloe prende un non so cosa a più strati dal nome che non ricordo ed io un misero hamburger senza cetriolini, né insalata, né salse, né formaggio, insomma pane e carne e naturalmente per entrambe patatine fritte grandi.
Garage, scale buie ed eccoci finalmente. Gli occhi di Cloe spaziano per la mia mini-casa, inciampano nell’albero di Natale che all’ingresso ostacola il passaggio, scrutano le mie cianfrusaglie e la mia collezione di palline con la neve, il bagno in cui purtroppo c’è solo la doccia e la mia camera da letto che sarà sua per 3 giorni...“Faccio come se fossi a casa mia!” “tesoro, sei a casa tua!”...
Dopo aver ingurgitato panini, hamburger e patatine ci posizioniamo in prima fila per lo spettacolo atteso...la nudità di andrea che cazzo, giusto in questa puntata non ci è dato di vedere! Ci consoliamo dunque con il budino al cioccolato con panna e con i cipster e le patatine innaffiando il tutto con litri di fanta...avreste dovuto vederci...il mio divano troppo grande per me e troppo piccolo per cloe...lei seduta con le gambe piegate da un lato perché troppo lunghe per essere comodamente stese ed io rannicchiata con la testa nell’incavo che le sue gambe facevano...abbiamo riso e riso e riso su questa puntata vista da vicino confidandoci quello che avremmo fatto se quel gran pezzo di ragazzino l’avessimo avuto sotto le mani o sotto qualunque altra cosa...poi la televisione spenta. Domani ci aspetta una lunga giornata e soprattutto l’incontro con Robby e con il prete...ed eccolo, Robby che ha conquistato tutti, “arrivo alle 11”...si è proprio ora di andare a dormire, domani la sveglia è all’alba...circa alle 9!
“Notte amore santo, ti adoro” “notte gnoma, ti adoro anche io”
E così inizia il nostro week end insieme, quello in cui il nostro sguardo vedrà una cosa sola e il nostro respiro sentirà la stessa aria, quello in cui convivremo e condivideremo non sapendo cosa ci aspetta e in cui le nostre menti si fonderanno, quello in cui 2 invitati verranno a festeggiare con noi e in cui tutti gli altri ci mancheranno, quello in cui scopriremo se il nostro matrimonio durerà o se la diversità ci allontenerà, quello in cui ci ameremo o ci odieremo...comunque sia, sarà un viaggio stupendo. Ed io sento già che domenica sera ci mancheremo.
 
(continua...)

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01/12/2007

per te...

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podcast

28/11/2007

"Un guanto" di Francesco De Gregori feat. Max Klinger

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Un guanto precipitò
da una mano desiderata
a toccare il pavimento del mondo
in una pista affollata...
 
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 ...un gentiluomo, un infedele lo seguì con lo sguardo
e stava quasi per raggiungerlo ma già troppo in ritardo
e stava quasi per raggiungerlo ma troppo in ritardo.
Era scomparsa quella mano e tutta la compagnia
e chissà se era mai esistita
Era scomparsa quella mano e restava la nostalgia
e il guanto e la sua padrona scivolavano via
il guanto e la sua padrona pattinavano via...
 
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...sotto un albero senza fiori si struggeva l'amore amato
il guanto era a pochi passi, irraggiungibile e consumato
in quella grande tempesta d'erba non era estate né primavera
e non sembrava nemmeno autunno
però l'inverno non esisteva
e non sembrava nemmeno autunno
perché l'inverno non esisteva...
 
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  ...Quando un uomo da una piccola barca,
con un mezzo marinaio
vide qualcosa biancheggiare
un uomo da una piccola barca,
sporgendosi sul mare
era il guanto che rischiava di annegare
era il guanto che rischiava di affondare...
 
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Fu un trionfo di conchiglie, un omaggio di fiori
per il guanto restituito alla banalità dei cuori
ad una spiaggia senza sabbia,
a una passione intravista,
ad una gabbia senza chiave,
ad una stanza senza vista,
ad una gabbia senza chiave,
ad una vita senza vista...
 
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 ...e intanto milioni di rose
rifluivano sul bagnasciuga
e chissà se si può capire
che milioni di rose non profumano mica
se non sono i tuoi fiori a fiorire
se i tuoi occhi non mi fanno più dormire...
 
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...Era la notte di quel brutto giorno,
i guanti erano sconfinati
come l'incubo di un assassino
o i desideri dei condannati
dietro al Guanto Maggiore
la luna era crescente
e piccoli guanti risalivano la corrente,
e piccoli guanti risalivano la corrente,
fino al Capo dei Sogni e alla Riva del Letto
dell'innocente che dormiva...
 
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 ...un mostro sconosciuto osservava non osservato
sopra a un tavolo il guanto incriminato
sopra al tavolo un guanto immacolato...
 
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...E il guanto fu rapito in una notte d'inchiostro
da quel mistero chiamato amore,
da quell'amore che sembrava un mostro
inutilmente due nude mani
si protesero a trattenerlo
il guanto era già nascosto
dove nessuno può più vederlo
il guanto era già lontano
quanto nessuno può più saperlo,
oltre la pista di pattinaggio e le passioni al dì di festa
e le onde di tutti i mari
e il trionfo nella tempesta e le rose nella schiuma
il guanto era volato più alto della luna
il guanto era già volato più leggero di una piuma..
 
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...oltre al luogo e all'azione
e al tempo consentito
e all'amore e alle sue pene
il guanto si era già posato
in quel quadro infinito
dove Psiche e Cupido governano insieme
dove Psiche e Cupido sorridono insieme.
 

podcast
 

23/11/2007

cloe e agata


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il nostro primo bacio  
 
 
 
 
 
 
Cloe è andata via. Ha lasciato Roma , ma non me. Tornerà. 
Posso dire che la bellezza della mia sposa è induscutibile.
Occhi che ti seguono e che non perdono nulla di te. Perchè non è quello che desiderano.
Il suo sguardo non si accontenta di entrare nel tuo, ma vuole scavare ancora più in fondo.
E ci riesce.  
Dote davvero di poche persone. 
La comprensione silenziosa.
 
Questo incontro è stato:
risate, piume nere, scarpe con tacco, dislivello, stivali, oggetti in legno, caldo, sguardi, sudore, passi, sampietrini, mini, prete, fotografie, maschere, gran caffè, giggetto, abbracci, baci, cervicale, telefonate, amori, rosso, marrone, nero, ciao, attenzione, confessioni, riflessioni, dentifricio, spinning, ti voglio bene, mi manchi già.
 
Lascerò che siano le sue tante, per alcuni troppe, parole a mettere ordine.
Stanotte, sicuramente. 
 
 
 
 
 

22/11/2007

agata e cloe

 
 
 
 
 
 
 
 
...e finalmente
gli occhi negli occhi.
Pazze di gioia!!!


18/11/2007

pranzo domenicale

Oggi, ora di pranzo.

Spalanco lo sportello del frigorifero in cerca di qualcosa che possa soddisfare l’animale che dentro di me ruggisce (o forse miagola?) per la fame e mi imbarazzo. Come posso essere così insensatamente priva di qualunque organizzazione?

Descrivo: due bottiglie di vino bianco dal nome, per Cloe, impronunciabile, una di mirto, una di limoncello (fatto in casa dalla mia nonna), una di acqua frizzante, 3 birre, delle olive, 2 uova che tra qualche giorno saranno sode anche senza ebollizione, burro, 2 mele diventate di un colore molto simile a quello del basilico e…fine!

L’unica cosa che potrei fare è quella di ubriacarmi per rimanere stordita tutto il giorno e non pensare al mio stomaco che grida pietà…potrei…ma ricordo che esiste anche il congelatore. Certo! Sicuramente avrò un “salto” di qualcosa, qualche bastoncino che non sia di liquirizia, una porzione di parmigiana di melanzane che la mia adorata genitrice durante le sue visite ha nascosto accuratamente nel freezer per i miei domenicali pranzi solitari.

Ehm…aglio, parmigiano, pane, cipolla, preparato per il soffritto e…fine!

Cado nello sconforto più totale.

Prendo carta e penna e scrivo:

“buoni propositi: 1. Iscrivermi in palestra 2. Prendere lezioni di inglese 3. Comprare qualche libro di cucina”

Alcuni riescono a preparare un pranzo con niente.

Li immergerei nell’acido quando dicono “avevo 2 cosette in frigo e ho preparato velocemente qualcosa: un primo mondiale, un secondo con contorno e per finire un dolce!”

Io non so cucinare.

Potrei spingermi fino ad un piatto di pasta (per non farla scotta basta il timer) con olio e parmigiano.

Ma ho una idea migliore.

Prendo il telefono, compongo il numero magico (il mio vicino di casa, 5° piano) e “ciao tesoro che fai? Ah ti stai sedendo a tavola. Tua madre ha cucinato spaghetti alla carbonara, straccetti con rughetta e aceto balsamico e cicorie ripassate? la caprese* come dolce? Wow, un pranzo da re!” la madre prende il telefono e dice “Agata, sei a casa? Dai sali (io abito al 2° piano) e vieni a mangiare con noi. Certo devi accontentarti…ho preparato il pranzo giusto con 2 cosette che avevo in frigo…”

Naturalmente prima di sciogliere la napoletana madre del mio caro amico nell’acido ho approfittato con grande gusto e piacere di quelle 2 cosette…

 

*la caprese, per chi fosse lontano dalla cucina partenopea, è un dolce al cioccolato con le mandorle finemente tritate all’interno.

 

musica silenziosa

Ho spento il mio blog. Oui ma chérie l’ho fatto per te…ma anche per sano egoismo. Leggevo ascoltando la musica che Bill ha voluto per la sua “attesa” la quale, incrociata al mio “bang, bang”, creava una joint venture raccapricciante e stridula. Ho scelto… Bill. Ho deciso che volevo scoprire cosa poteva succedere lasciando che i miei sensi venissero avvolti da quelle note sconosciute…braccia di cui avevo bisogno, un caldo nello stomaco, una lacrima sul sorriso. Talvolta l’ignoranza è stupenda.
Da oggi solo musica silenziosa. Scegliete voi la colonna sonora dei vostri minuti qui da me…che venga dallo stereo di casa mia o da quello di altri appartamenti. Scegliete voi.

Al telefono con Cloe (stasera solo 57 minuti…) cantavo questa canzone…non avrei dovuto, ne sono consapevole, sono stonata come il pianto di un neonato, ma amo questo brano…e quando amo non riesco a tacere.


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15/11/2007

cioccolato al peperoncino - ...

Mi ha chiamato.
Lui che non c’è mai eppure c’è sempre.
Ogni notte. Ogni sogno. Ogni risveglio.
Lui che dice di volermi e rimane immobile come una statua di cera.
Mi ha chiamato per dirmi che gli manco.
Io lontana ore e giorni dall’ultima volta che ci siamo visti…gli manco.
“Ti desidero…vorrei vivere questa prossima notte insieme a te…ti amerei come ho sempre fatto, come tu adori, con quella passione che ci ha sempre fatto morire e poi rinascere e poi ancora morire…”
A sentire queste parole il mio cuore ha cessato di battere per 45 secondi, poi ha ripreso più veloce, più forte, più violento.

Ho respirato
Dall’amore alla rabbia in 1 minuto.
Come sono strani i sentimenti, come è sorprendente la mente umana.
L’ho ucciso.
Ed ora vorrei che fosse qui.

  

8 dicembre 2007

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 siete tutti invitati!
dunque...il prete c'è, i testimoni della sposa (cioè lo sposo) ci sono, le torte per gli addii al nubilato e al celibato anche... 
mancano le damigelle d'onore! le voglio adorata cloe, le voglio...con i vestiti color malva a meringa e i cappellini con le velette. ho ufficialmente chiesto a mai, cioè sabi, di farmi da testimone...speriamo che possa accettare! lo vorrei tanto! sabi, prendi il primo treno e vieni da me!!! poi...chi viene con me a scegliere il vestito da sposa? sabi, sempre tu!!! lo vorrei scollato e corto sopra al ginocchio. e i tacchi, cavolo, devo sbrigarmi ad ordinare le scarpe o dovremo usare delle cassette della frutta sotto i miei piedi...oddio quante cose da fare...dunque ricapitolando: quel vulcano di donna di fenila ha pensato alle bomboniere (favolose e perfette!), dream man celebrerà le nozze, bill e aka rispettivamente il testimone e il damigello della sposa, ehm lo sposo, torta con una montagna di panna alla festa di addio al celibato, panna su una montagna di maschi alla festa di addio al nubilato...ersilla digirerà l'orchestra, robby è stato avvisato e ci sta seriamente pensando...cosa manca? ehi adorata cloe, ma il tuo di vestito?
oddio, mi sta già venendo la labirintite!
 
p.s. post in continua mutazione...come quello della mia sposa. 
fino al giorno delle nozze! 

13/11/2007

non sveglia

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Non ho sentito la sveglia alle 7,30. Il telefono ha iniziato a suonare ed io l’ho lasciato squillare. Ieri sera avevo messo la vibrazione e dunque non ha disturbato più di tanto il mio sonno. La questione è che lui voleva la mia attenzione dalle 9…orario in cui una persona di buon senso e che lavora dovrebbe già essere in macchina sulla strada che la conduce in ufficio. Io invece ero sulla strada del mio sogno notturno, una strada fatta di petali rossi come in “American beauty”, una strada che assomigliava a quella che percorrono Robert Redford e Michelle Pfeiffer per raggiungere le isole Keys in “Qualcosa di personale”... Ho aperto gli occhi e mi sono stiracchiata come un gatto alle ore 10 e 22 minuti! Mai mi sono svegliata così tardi…mmm…beh, quasi mai! Sicuramente mai così tardi in un giorno lavorativo. 4 chiamate perse, 3 sms. Mi sono affrettata a fare i gargarismi con il colluttorio per dare alla mia voce un timbro fresco e attivo e ho composto il numero dell’ufficio…nessuna novità, nessuna emergenza, nessun appuntamento. Fino alle 15 sono libera! Ho dunque ancora qualche ora di tempo. Che faccio? Mi rimetto sotto le coperte…no, sono già vestita. Esco e vado comunque a sedermi alla mia scrivania? Eh no, cavolo…non prima delle 15! Shopping selvaggio? Ehm…aspetto la vacanza romana della mia adorata Cloe per questo. E allora? Zzzz…zzzz…(la vibrazione che non ho ancora tolto!)…è la mia migliore amica al telefono “Che fai gnometta?” “Cazzeggio, ancora a casa” “Pranziamo insieme a Ponte Milvio? E’ una giornata limpida e relativamente calda per poter mangiare ancora all’aperto” “Adoro! Aspettavo la tua chiamata! Tra mezz’ora lì al solito posto…ma niente vino a pranzo…sai, io lavoro!”

 

 

11/11/2007

"Les passantes" d'Antoine Pol

Je veux dédier ce poème
A toutes les femmes qu'on aime
Pendant quelques instants secrets
A celles qu'on connaît à peine
Qu'un destin différent entraîne
Et qu'on ne retrouve jamais

A celle qu'on voit apparaître
Une seconde à sa fenêtre
Et qui, preste, s'évanouit
Mais dont la svelte silhouette
Est si gracieuse et fluette
Qu'on en demeure épanoui

A la compagne de voyage
Dont les yeux, charmant paysage
Font paraître court le chemin
Qu'on est seul, peut-être, à comprendre
Et qu'on laisse pourtant descendre
Sans avoir effleuré sa main

A celles qui sont déjà prises
Et qui, vivant des heures grises
Près d'un être trop différent
Vous ont, inutile folie,
Laissé voir la mélancolie
D'un avenir désespérant

Chères images aperçues
Espérances d'un jour déçues
Vous serez dans l'oubli demain
Pour peu que le bonheur survienne
Il est rare qu'on se souvienne
Des épisodes du chemin

Mais si l'on a manqué sa vie
on songe avec un peu d'envie
A tous ces bonheurs entrevus
Aux baisers qu'on n'osa pas prendre
Aux cœurs qui doivent vous attendre
Aux yeux qu'on n'a jamais revus

Alors, aux soirs de lassitude
Tout en peuplant sa solitude
Des fantômes du souvenir
On pleure les lèvres absentes
De toutes ces belles passantes
Que l'on n'a pas su retenir


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ultimo mese

8dd58d8bdc13ad30e06af2444e391a37.jpg 1 mese massacrante. Non credo ci sia stato un momento in cui mi sia dedicata con spensieratezza a me stessa. Ho corso, tanto da farmi sanguinare i piedi. Questo è il primo giorno in cui sento di aver ripreso un ritmo regolare. E’ il mio week end di aria. Quanto lo desideravo. Per riflettere e tirare le somme. Dopo il festival di Roma è capitato per caso un cortometraggio. Mi hanno proposto di produrlo ed io non potevo rifiutare. La prima produzione della mia giovane società, la prima volta che il mio nome apparirà sui titoli di testa come produttore, un piccolo movimento di denaro sul conto corrente, la prima “proprietà”, il commercialista contento, l’emozione del “mio” set, l’inizio di quello che voglio essere…sono felice, anche se non sono mai stata così in ansia per qualcosa che riguardasse il lavoro. Mi occupo di film e di cinema da 7 anni, ma sono sempre stati i film ed il cinema di qualcun altro. Sono relativamente sicura di me quando lavoro per gli altri, lo sono di meno, ho scoperto, quando quegli altri sono io stessa. Come scrive la mia tesora santa Cloe, il mio hobby (!!!) è il lavoro per cui ho lottato. I miei mi volevano avvocato, ma io durante gli studi di giurisprudenza ho iniziato a seguire le mie vere inclinazioni…no, non quelle di serial killer! Anche se per la mia famiglia sarebbe stato uguale. Discussioni, silenzi, lacrime, solitudine, sensi di colpa, Natale con processione di parenti pronti a tutto perché tornassi sulla strada che loro avevano disegnato per me. Ma io, agonizzante e sofferente per le pressioni e per il dispiacere che sapevo benissimo si sarebbe attenuato, ma mai sarebbe scomparso, ho continuato a correre per quella strada secondaria che da sola avevo scelto. Ho seguito corsi, un master in produzione cinematografica, ho iniziato una stage in una piccola società e poi un altro in una società più grande e poi un lavoro a tempo inderminato per una ancora più grande…dopo qualche anno di scrivania e di orari fissi, ho deciso, non in maniera poco sofferta, di lasciare quella sicurezza “a vita” e quello stipendio fisso per gettarmi nel sogno che da sempre avevo. Avevo appreso, conosciuto. Sentivo che era arrivato il momento e ho costituito una mia società. Continuo ancora a lavorare per quella produzione che mi ha istruito…dopo essermi licenziata hanno voluto che io rimanessi con loro come consulente ed io ho accettato. Perché economicamente mi conviene, perché amo le persone che ci lavorano, ma soprattutto perché non voglio smettere di imparare da chi è più “grande” di me.
Ed eccomi qui oggi…la mia strada, lavorativa e familiare, è ancora tutta in ascesa.
Per fortuna ho sempre nella borsa le mie scarpe da ginnastica pronte per rendere almeno più confortevole la salita.
Rimpianti? Solo uno, ma questo è un altro capitolo.


06/11/2007

la mia nascita

sono nata 32 anni fa. veramente non proprio 32 precisi visto che l'ora della mia nascita è esattamente le 23,45...quindi non ci siamo ancora.

...ero nata circa 6 mesi dopo il matrimonio dei miei genitori, gli altri bambini comunque sempre ben più di 9 mesi dopo questo avvenimento. e allora? perchè? ero stata adottata? forse era questo il motivo...ma in fondo non mi convinceva più di tanto essendo io identica a mio padre e a tutta la sua famiglia. dunque l'unica risposta accettabile era l'essere "wonder woman"! evvai! avrei salvato il mondo e indossato quel costume rosso e blu con le stelle che mi piaceva da morire! ma certo...doveva essere così anche se i miei genitori mi continuavano a ripetere che i talvolta i bambini nascono anche prima dei 9 mesi canonici...eh certo! il mio album di nascita diceva che pesavo più di 4 kg quindi non ero nata prematura come si vedeva di tanto in tanto in televisione. bambini che nascono prima del tempo e che piccoli piccoli, magrolini vengono rinchiusi in una scatola trasparente e rimangono lì finchè non crescono un pò...no, io ero bella tonda e bella burrosa già da allora...quindi ero sana e sicuramente ero un super eroe con poteri che nessuno (neanche io!) poteva vedere...forse si sarebbero mostrati in seguito. certamente era così. non c'era altra spiegazione...poi...la catastrofe. superata la soglia in cui il cervello di un bambino è limitato e ovattato ho iniziato ad indagare su questo avvenimento paranormale. le fotografie del matrimonio dei miei: perchè mia madre non indossava un meraviglioso abito meringa bianco? era invece vestita di azzurro. tutte le spose vogliono e hanno l'abito bianco! e da lì sono partita con domande precise ai miei genitori: quando vi siete incontrati? il giorno della vigilia di natale. quando vi siete innamorati? a capodanno (in una settimana???!! mah!). quando vi siete sposati? a fine aprile. io sono nata il 6 novembre quindi 6 mesi dopo. mmm...i conti non tornano ed io ormai sono più grande per comprendere...hanno fatto sesso prima del matrimonio! hanno fatto sesso nella cinquecento gialla che mio padre aveva al tempo 1 mese dopo essersi conosciuti! ed ecco la confessione...si amore, è così...perchè mi sembrava tanto strano a 6 anni devo ancora comprenderlo...erano 2 ragazzini, mia madre 20 anni e mio padre 23. si sono incontrati, si sono piaciuti e hanno fatto quello che tutti i ragazzi di quell'età fanno. sesso!

ehm...ecco la mia confessione...non sono "wonder woman"!!! quindi non chiedetemi di salvarvi perchè non ho poteri per farlo! 

buona giornata di festa (la mia) a tutti 

32 anni

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è mezzanotte passata quindi è ufficialmente il mio compleanno!
32 anni, scorpione ascendente scorpione.
nei prossimi giorni vi racconterò tutto di questo mio terzo di vita, ma ora ho bisogno di dormire.
domani mi aspetta una lunga giornata di festeggiamenti e non voglio arrivare impreparata!

vi bacio e vi abbraccio come se voi foste nel mio lettone con me.


(la mia adorata cloe mi ha regalato un suo post tutto per me...ed io adoro!)
(mai è stata la seconda persona in assoluto a farmi gli auguri!...ed io adoro di nuovo!)

28/10/2007

la mia domenica

 

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Ho aspettato, ma niente. I giorni sono sempre rimasti di 24 ore…non un minuto in più. Non si riesce più a trovare qualcuno che ti regala esattamente quello che desideri! Così ho deciso di confezionare da sola un bel regalo e di inviarmelo. Ho spento il telefono, ho preparato il mio doppio solito caffè, ho acceso la radio e ho scartato con gusto infinito il dono confezionato con le mie mani…indescrivibile la gioia che ho provato nello “scoprire” che sotto la carta c’erano le mie ore in più...ho respirato piano perché il battito del mio cuore ha accelerato regalandomi momenti di vera emozione.
 
Il caos regna nella mia testa. Dopo tanto tempo passato a vivere ore non interamente mie, mi trovo un po’ spiazzata e indecisa su come gestire questi minuti che appartengono solo a me. Carta e penna. Ecco cosa mi ci vuole per organizzare la giornata. Una lista con gli orari a margine.

Ore 12,30 doccia rapida, jeans e t-shirt
    (qui Roma è tornata la primavera!)

Ore 13 centro commerciale
    (odio i centri commerciali, ma sono gli unici in cui anche di domenica trovi un parrucchiere e un centro estetico aperti!)

Ore 13,30 parrucchiere

Ore 15,30 ceretta, manicure e pedicure

Ore 17,00 H&M
    (meno di 1 ora e mezza di shopping compulsivo non mi rilassa!)

Ore 18,30 profumeria
    (ho terminato shampoo e bagnosciuma…stamattina mi farò la doccia usando il sapone intimo!)

Ore 19,30 di nuovo a casa…cambio stagione degli abiti e delle scarpe ascoltando ad alto volume la mia musica preferita

Ore 22 divano cannibale…”West wing”…una delle mie serie tv preferite.

Ore 23,30 un bicchiere di vino o forse un paio con il mio vicino di casa (!!!!!)

Prima di andare a dormire riaccenderò il cellulare per scoprire se mentre vivevo questa giornata tutta mia le persone che amo mi hanno cercato o avevano bisogno di me…se così fosse mi scuserò per l’assenza confezionando loro lo stesso dono mandato oggi a me stessa.
Sono sicura che mi perdoneranno.


(Mai, ho inviato al tuo indirizzo un pacco regalo…respira piano mentre lo scarti…)

 

24/10/2007

datemi più tempo...

Datemi più tempo! Qualche ora in più…solo qualche ora.
In questo periodo, quelle che ho non mi bastano.

Non ho tempo per assaporare il risveglio; apro gli occhi, mi butto sotto la doccia e contemporaneamente mi lavo i denti, mi trucco mentre faccio i gargarismi con il colluttorio, metto il vivavoce al cellulare e mi vesto parlando e discutendo al telefono…ed ecco l’assenza di un uomo nel mio letto la mattina.

Non ho tempo per godermi neanche un caffè…macchina, parcheggio, ufficio, macchina, auditorium, casa del cinema, ufficio, ciao, buongiorno, oddio sono in ritardo, l’appuntamento alle 2, è un piacere rivederla, delle 3 bel progetto parliamone, ufficio, auditorium, altro ufficio, proiezione, ho dimenticato di mangiare…e questo porta a non avere un uomo nel mio letto di giorno.

Non ho tempo per fare il cambio stagione dei vestiti e della biancheria così dormo ancora con il lenzuolo, la trapunta leggera e 50 cm di coperte e copertine, mi si congela il corpo tanto che lo rinchiudo in più strati di pantaloni, calzini e magliette…e questo provoca la conseguente assenza di uomo nel mio letto la sera.

Non ho tempo per andare dal parrucchiere a rifare la tinta tanto che vado in giro con i capelli legati in una coda oscena per rendere meno visibile la sconcezza della ricrescita e per andare dall’estetista ad estirpare i miei odiosi peli, questo, capirete da soli, è un motivo valido per non avere nessun uomo nel mio letto la mattina, il giorno e la sera.

Insomma datemi più tempo, qualche ora in più…solo qualche ora…

…per fare sesso!

(Bill visto il tuo potere decisionale assoluto, puoi fare qualcosa?)

21/10/2007

scoperte

Cloe non c’è e mi manca.

Come può mancarmi una persona che non ho mai guardato negli occhi, con la quale non mi sono mai ubriacata di risate, conosciuta con un mezzo che molti definirebbero asettico, letta e mai vissuta davvero.

…eppure io l’ho riconosciuta.

Come una compagna lasciata indietro durante i miei continui traslochi. Come un’amica riscoperta dopo anni di silenzio. Come una persona che ho amato e poi perso e poi ritrovato. Cerco la sua presenza e sento forte la sua assenza.

Follia.

Che meraviglia la vita da quando sono diventata folle!
E pazza di gioia per questa scoperta, ti scrivo.
La mia vita, come la tua, talvolta si avvicina a quella perfezione che anelo, ma subito accelera lasciandomi inebetita davanti al vuoto che produce quel passo repentino in avanti. Io corro, ma lei corre più veloce. E benchè mi spaventi quel buio, nello stesso modo mi affascina. E così mi ci butto dentro e nuoto. Perché ho imparato a nuotare anche se non vedo l’acqua.

Proprio come te, cara amica.

Non affogherai mai, perché questo non è il tuo destino.

Metti il tuo costume rosso e tuffiamoci.

E se fa freddo e piove, meglio…domani mattina vedremo un arcobaleno bellissimo!

Visto che di morsi ce ne siamo dati fin troppi...ora ti bacio.


 

17/10/2007

sono una donna media!

Appuntamento di lavoro. Un uomo di circa 36 anni davanti a me. Dobbiamo discutere di un progetto da sviluppare insieme…ma non riesco a concentrarmi…la mia attenzione è rapita da altro…mi ritrovo ad assentarmi pensando che quest’uomo porta con sé tutti quei particolari forse non sostanziali per valutare un individuo nella sua interezza, ma per me fondamentali per non valutarlo dal punto di vista del “mi fa sangue”…

Descrivo:
- calzini color pesca (per me i calzini da uomo sono scuri…blu, grigio…è come se noi donne ci mettessimo delle calze color carne…mmm…oddio…molte lo fanno, vero?…io lo odio)
- jeans corti poco sotto la caviglia (perché?!)
- mocassini di pelle con lacci (dio, come può un uomo usare sotto i jeans delle scarpe pseudo eleganti, da vestito, da pantalone scuro…brrr)
- camicia a maniche corte con una fantasia molto fantasiosa
- gesticola come se fosse un cartone animato
- ti “tuzzulea” (termine napoletano…quando il tuo interlocutore per attirare la tua attenzione ti tocca continuamente come se fosse un picchio e tu un albero!) mentre parla

Eppure i suoi occhi sono affascinanti, i suoi lineamenti regolari, un sorriso aperto e limpido…ma io non riesco a distogliere lo sguardo da tutti quei particolari…
Cazzo…sono davvero una donna superficiale! Evviva!!!

16/10/2007

poker

1 ora.
Solo 1 ora.
Richiesta vista la sua amnesia.
Voluta anche se acidamente.
Vissuta quasi con noncuranza.
Non distolgo mai lo sguardo dallo sguardo del mio interlocutore. Mai.

Eppure questa volta ho deciso di farlo.
Volevo essere distaccata e lontana.

E c’ero quasi riuscita…un caffè, una chiacchiera, una passeggiata, un saluto guancia su guancia.
…ma quando, mentre mi allontanavo, mi ha tirato a sé e mi ha baciato, beh…io l’ho guardato.

E lui ha capito.

In quel secondo ha compreso che continuavo a sentire ancora il suo sapore di cioccolato al peperoncino.

E ha vinto.
Di nuovo.
Talvolta a poker, bluffando, rilancio.
Ma il giocatore attento riesce a vedere le carte che davvero ho in mano.
E lui è davvero un ottimo giocatore.

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12/10/2007

rosso

5322bcd3da5337cf2e9b29b35ceeb4c8.jpgCara Cloe,
è finita anche questa settimana lavorativa ed io sento il peso della stanchezza sulle spalle e nella mente. Il mio lavoro mi piace, direi che lo adoro (e qui sorriderai), ma, come spesso accade, ci sono giorni più stressanti di altri e questi ultimi per me lo sono davvero stati.
Ho vissuto in un vortice che per fortuna stasera si è placato ed io con lui.
Sono le 22,00 e finalmente apro la porta di casa.
Ho acceso le mie candele, ho spalancato tutte le finestre per far entrare aria nuova e la musica inonda me e il mio salone.
Ho aperto una bottiglia di Gewurtztraminer, ne ho versato un bicchiere colmo (le mezze misure le ho sempre detestate) e sto assaporando piano il gusto profondo dell’uva che si confonde con quello della liquirizia e della cannella.
La carezza della luce soffusa delle candele, la conquista di curiosare serenamente nella mia casa, il fresco inebriante della sera, la gioia di ascoltare la colonna sonora di “Babel”, il mio aroma speziato preferito.
Tutti i miei sensi sono appagati.
E dunque scrivo.
In questi 7 giorni appena trascorsi, in cui l’unico imperativo è stato correre sempre più in fretta, mi ha meravigliato scoprire come la corsa si arrestava e il respiro diveniva meno affannoso ogni volta che per alcuni minuti, direi 3 alla volta, il mio pensiero arrivava a colorarsi di rosso.
E tu sai quanto il rosso possa sorprendermi.
Talvolta quello che non comprendi e che non conosci ti stupisce e ti riempie più delle cose che possiedi e che ti sono familiari.
L’ignoto, il buio ti rapiscono nonostante ti terrorizzino.
È ormai letteratura. La mia di certo.
In quei 3 minuti, che sono diventati giornalieri, ho riscoperto un pezzo di me anche se non li ho vissuti io stessa. È stato spettacolare scoprire quanto uno specchio possa riflettere così nitidamente la tua immagine, interna.
Ti chiederai cosa io stia farneticando.
Un uomo. Lontano. Speziato. Porpora. Un pittore. Un folle e per questo vero.

Stasera però non voglio parlare di lui. 

Le parole desidero abbandonarle per lasciare spazio al rosso con cui vorrei che fossero dipinti i miei sogni di stanotte. La stessa tonalità dei suoi cinque sensi.

Ti mordo
Agata

11/10/2007

senza parole


di solito sono le lacrime l’esternazione più frequente

dei sentimenti di gioia e di stupore.

quando ti ritrovi davanti ad un'opera d'arte che ti leva il respiro,

sei incline alla commozione.

il sorriso lo è generalmente del nervosismo o della ilarità,

ma molto più difficilmente dell’ emozione.

eppure oggi mi sono ritrovata davanti ad un quadro di un artista a me sconosciuto

e ho sorriso,

ho riso di stupore e di meraviglia.

e questo al posto di togliermi aria dai polmoni,

me li ha riempiti di aria pulita e nuova.

benchè le parole siano un dono che dovrebbe essere sfruttato sempre,

io stasera ne sono sprovvista.

almeno sulla carta, perchè dentro, in pancia,

lì non mancano.

 

10/10/2007

festa di inaugurazione del "club delle babbione"!

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 eccessiva...
in fondo, quale babbiona non lo è?!
ingresso libero, open bar
dalle 16 in poi... 
lovviamentedellebabbione.myblog.it 
 

lentamente...

LENTAMENTE...

Pablo Neruda

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca, il colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova
grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
 
(...un ringraziamento per un secondo regalo ricevuto...carta rossa e fiocco dorato...) 

09/10/2007

merci

se vi piace il mio blog "canterino", beh dovete ringraziare leopold bloom!

un inchino leo, merci beaucoup! 

 

07/10/2007

diario di bordo

sono qui da poco. da circa 1 mese. in apparenza può sembrare che io ci sia da molto più tempo...

ma, come spesso accade, l'apparenza inganna.

ho deciso di pubblicare alcuni post con la data esatta in cui avevo annotato quei pensieri sulla mia moleskine che, come a suo tempo fu per hemingway, anche per me è sempre stata un "diario di bordo".

1 mese dunque. 1 mese in cui ho ricevuto continue emozioni date da ospiti inattesi che hanno popolato i miei racconti.

gente fino a ieri sconosciuta è diventata mia compagna di viaggio. mia confidente. mia amica.

persone che come me desiderano raccontarsi e confrontarsi, diverse nelle loro esperienze eppure così simili nel desiderio di sognare, di lottare contro la quotidianità, di essere se stessi, di amare e di odiare pubblicamente, senza censure nè limiti.

incredibile...ogni giorno davvero la vita ti sorprende, anche solo per 3 minuti (vero robby?)

buonanotte amici sconosciuti, buonanotte di cuore

 

help

tornata, vincitrice e vinta.

ho sistemato un pò il mio blog.

ho voluto che avesse un aspetto più ordinato nella forma visto che la sostanza è abbastanza caotica di suo.

e poi qualche colore. il rosa, che adoro. il blu, perchè non ho mai usato penne di colore diverso da questo.

manca il rosso...ci lavorerò nei prossimi giorni, tranquilla cloe!

infine il titolo, come se fosse un'insegna luminosa di las vegas. perchè amo giocare e adoro il rischio.

 

intanto...anche a voi sta capitando negli ultimi 2 giorni di avere dei problemi ad aprire il vostro account?

"pagina inesistente"? solo dopo svariati tentativi riesco ad entrarci, ma rimane impossibile aggiungere informazioni al profilo.

per fortuna posso gestire il mio blog! che paura!

mah...caro leopold, help me! 

 

06/10/2007

work in progress

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questa mattina mi sono svegliata con il desiderio di rinchiudermi nella mia piccola casa, tenere le finestre aperte così da far entrare luce e aria, accendere lo stereo per ascoltare la mia musica preferita e rilassarmi...
darò una ravvivata al mio blog...cercherò consigli, leggerò testi sul linguaggio html, farò ricerche per rendere il mio spazio personale più aderente a me stessa. non che non lo sia già...in fondo quello che conta è la sostanza e nella sostanza lui mi rispecchia fedelmente. nella forma invece non è come vorrei che fosse...colorato, malizioso, fluorescente, luminoso, ordinatamente caotico, rosso (come direbbe certamente la mia "amica" cloe!), femminile, insomma un blog con i tacchi a spillo. ecco come desidero che sia...
non so se riuscirò nell'impresa, ma naturalmente tenterò fino in fondo.
ci rivediamo tra qualche ora...sconfitta dalla tecnologia o vincitrice?

29/09/2007

battere e levare

Lo vedi tu com'è... bisogna fare e disfare.
Continuamente e malamente e con amore, battere e levare.
Stasera guardo questa strada e non lo so dove mi tocca andare.
Lo vedi, siamo come cani. Senza collare.
Lo vedi tu com'è... è prendere e lasciare.
Inutilmente e crudelmente e per amore, battere e levare.
Ma non lo vedi come passa il tempo?
Come ci fa cambiare? E noi che siamo come cani. Senza padroni.
So che tu lo sai perfettamente, come ti devi comportare.
Abbiamo avuto tempo sufficiente per imparare.
E poi lo sai che non vuol dire niente dimenticare.
E tu lo sai che io lo so e quello che non so lo so cantare.
Lo vedi tu com'è... come si deve fare.
Precisamente e solamente, battere e levare.
Vedo cadere questa stella e non so più cosa desiderare.
Lo vedi, siamo come cani. Di fronte al mare.

F. De Gregori

ROLL THE DICE

Se hai intenzione di tentare,
fallo fino in fondo.
Altrimenti non iniziare

se hai intenzione di tentare,
fallo fino in fondo.
Ciò potrebbe significare perdere ragazze,
mogli, parenti, lavoro e
e forse la tua testa

fallo fino in fondo
potrebbe significare non mangiare per 3 o 4 giorni
potrebbe voler dire gelare in una panchina nel parco
potrebbe voler dire prigione
potrebbe voler dire derisione
scherno,
isolamento,
l’isolamento è il regalo
tutti gli altri sono per te una prova della tua resistenza,
di quanto realmente desideri farlo
e lo farai,
nonostante il rifiuto e le peggiori avversità
e sarà meglio di qualsiasi altra cosa
tu possa immaginare.

se hai intenzione di tentare,
fallo fino in fondo
non ci sono altre sensazioni come questa
sarai solo con gli dei
e le notti arderanno tra le fiamme.

fallo, fallo, fallo.
fallo.

fino in fondo.
fino in fondo.
cavalcherai la vita fino alla
risata perfetta,
è l’unica battaglia giusta
che esista.

C. Bukowski

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23/09/2007

oggi ho voglia di...

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Oggi ho voglia di…

spegnere il cellulare e vivere questa domenica in silenzio; dormire 10 ore senza che il tempo passi; finire di leggere il libro di marc levy che staziona da giorni sul mio comodino; guardare le repliche pomeridiane di “heroes” (per il momento la mia serie preferita fino alla prima puntata della terza stagione di“lost”); dormire le 10 ore di cui sopra corpo a corpo, pelle su pelle, respiro dentro respiro, con un uomo che mi desidera e che esiste; trovare finalmente una piega che mi soddisfi per i miei capelli “a caschetto”; riuscire a mettermi lo smalto rosso sulle unghie come farebbe senza alcuna sbavatura la mia estetista; cenare con i miei amici più cari (ma questo è un desiderio che si realizzerà stasera! vale cloe?); fumare 3 pacchetti di sigarette senza che mi facciano male; prendere una valanga di caffè con le mie amiche e ridere con loro dei racconti che ognuna fa sui propri maledetti e talvolta troppi (!) uomini; bere coca-cola senza che mi si gonfi la pancia; mangiare un kg di pasticcini senza avere sensi di colpa; essere abbronzata come di ritorno dalle vacanze…
oggi ho voglia di…me!


lo spazio “oggi ho voglia di…” è stato aperto da cloe (illontanomondodicloe.myblog.it/).
Io ne ho seguito la scia…

21/09/2007

storia d'amicizia e di paesi lontani

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una amica conosciuta non molti mesi fa ma già da me amata come se fosse stata sempre nella mia vita.
si è sposata a luglio di quest'anno con un uomo israeliano e vive a tel aviv con lui. mi manca.
ci siamo conosciute un anno fa per circostanze lavorative ma guardandoci negli occhi abbiamo entrambe compreso che non sarebbe stato solo il lavoro ad unirci. e così è stato. ed io ne sono felice.
abbiamo deciso di parlarci ogni sera su skype per organizzare il nostro progetto comune e per sapere di noi e sentirci più vicine.
oggi però per lei è un giorno speciale e non potrà esserci al nostro appuntamento serale e così mi scrive ed io mi commuovo per lei, per me, per la sua vita, per suo marito, per il suo vivere dall'interno e così profondamente il silenzio con il quale mi abbraccia:

"stasera non sarò su skype perchè oggi comincia la giornata di digiuno e
preghiera dello Yom Kippur, la festività ebraica più importante nel giudaesimo.
andrò in sinagoga ad ascoltare le preghiere siriane e curde (anche se non ci capisco nulla...) e poi a passeggio con g. per le strade di tel aviv completamente silenziose, senza macchine, tecnologia ed elettricità.
c'è già un silenzio completamente mistico che non ho mai sentito prima d'ora in vita mia. siamo nel mezzo del centro e tutto tace. fino al sorgere delle prime tre stelle dopo il tramonto di domani sera, nessuna macchina potrà circolare per tutta israele (fatta eccezione degli arabi israeliani che essendo musulmani non festeggiamo yom kippur)

ovunque c'è pace e silenzio. magari durasse in eterno!
tutte le finestre sono buie e illuminate da candele....
è una notte bellissima, piena di luna e stelle, come 2500 anni fa.
il significato del digiuno di questa giornata è ripulire corpo e spirito dai peccati e poter così chiedere perdono a tutti coloro a cui si è recata offessa o danno.
io ovviamente non sono ebrea, nè tantomeno religiosa, ma seguirò digiuno come g. e tutta la sua famiglia, perchè vorrei davvero dal profondo poter chiedere perdono a coloro che ho ferito nel corso di quest'anno.
ecco quindi il motivo di questa lunga introduzione... se nei mesi scorsi, inavvertitamente o in qualunque altro modo, ti ho ferita, fatta arrabbiare o offesa, spero tu possa accettare le mie scuse sincere e di cuore.

ti bacio e ti abbraccio di silenzio."

...mia cara amica, sono io che ti abbraccio come se fossi con te in quel silenzio surreale.

18/09/2007

cioccolato al peperoncino 7 a.m.

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serata favolosa.
musica, rhum, balli, gente, chiacchiere, risate, incontri, complimenti, un pizzico di gelosia...
dopo ore e ore avvolti dalle persone, quasi all'alba noi due da soli per darci la buonanotte...
rinchiusi in un garage nascosto e buio
abbiamo fatto l'amore fino alle prime luci del giorno.
un sesso travolgente, in cui la voce sussurrata di entrambi si mischiava ai gemiti di piacere che avremmo dovuto tenere sottotono visto il posto in cui eravamo...ma a nessuno dei due importava.
a nessuno dei due importava se ci avessero scoperto, se qualcuno avesse visto e sentito o se si fosse creata una folla fuori dal nostro nascondiglio...
l'eccitazione era più forte di qualsiasi freno che poteva nascere dall'esterno...
lì in piedi e poi stesi tra la polvere dell'asfalto, scomodi, con la pelle che soffriva
per le pietre che vi si conficcavano dentro...i nostri corpi si cercavano con una violenza e una passione che è difficile tenere sotto controllo...
ed io adoro...

12/09/2007

un taglio

stamattina sono andata dal parrucchiere per dare una ravvivata al colore e, poichè era una splendida giornata di sole (io sono metereopatica!), ho avuto la brillante idea di fare un nuovo taglio...
ma i miei neuroni dov'erano quando ho supplicato il mio parrucchiere di tagliarmi i capelli a caschetto?
io odio il caschetto. sembro una donna di una pubblicità anni '50!
e soprattutto come posso provare un nuovo taglio 2 giorni prima di rivederlo?
già...venerdì ci rivediamo e la mia chioma è un disastro, mi sta per venire il ciclo con conseguente esplosione di piccoli brufoletti, sono gonfia come un pesce palla e, nonostante il mese di vacanza passato a farmi violentare dal sole, sono pallida come un uovo sodo.
meglio che io beva un bicchiere di vino per rilassarmi...
o forse meglio 3 per stordirmi e farmi passare la crisi di nervi da donna media?

schiaffi

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qualche sera fa non riuscivo a prender sonno.
colpa di un caffè bevuto dopo cena.
mi sono rigirata per ore nel letto come un animale in gabbia e poi ho deciso di leggere qualcosa.
come per una magia misteriosa sul mio comodino si è materializzata una scatola.
la mia "scatola dei ricordi"...quella in cui ho conservato tutto quello che io e il mio primo grande e forse unico amore ci siamo scritti nell'arco di 8 anni.
ho rivissuto momenti che non ricordavo da tempo.
ho risentito la sua mano che accarezzava il mio viso, ho riascoltato le sue dolci parole, ho rivisto il sorriso dei suoi occhi al mattino, ho riassaporato le sue lacrime...
ho letto e riletto, ancora e ancora, le innumerevoli poesie che componeva per me... e ho pianto.
lì, sola, nel cuore della notte ho desiderato averlo accanto, come una volta.
ho desiderato che mi sussurasse di nuovo quelle parole.
l'ho desiderato.
avrei voluto domandargli il perchè...
perchè quell'amore fosse finito e fosse stato accantonato come merce in un magazzino. perchè non poteva essere ancora.
poi, alle 6 del mattino, alle prime luci dell'alba, ho compreso e ho ricordato...
talvolta la notte e la malinconia offuscano i ricordi...quelli veri...
poi la luce del giorno ti schiaffeggia e ti risveglia...
dio, quanto amo la luce...

10/09/2007

cioccolato al peperoncino - un solo gesto

altra domanda: perchè alcune volte ci facciamo catturare come insetti su una ragnatela?
sappiamo, grazie all'esperienza, che è pericoloso avvicinarsi...
eppure ci avviciniamo, tanto da farci intrappolare ancora e ancora...

oggi pomeriggio.
lui: tesoro, passiamo la serata insieme online su msn?
io: rimani a casa?
lui: solo per te
io: adoro! ci sarò dopo le 22
lui: a dopo allora

dall'orario di pubblicazione di questo post comprenderete che sono a casa, un pò brilla dopo il lungo aperitivo rinforzato con le mie amiche, da sola a scrivere...qui e non lì...

naturalmente non è la prima volta che accade...
parole dette e poi dimenticate che io però non dimentico.
le parole, fatte per comunicare, che talvolta comunicano il niente.
il giorno dopo amnesia da entrambe le parti.
lui vera. inconsapevole. beffarda. tra le nuvole.
io finta. consapevole. orgogliosa. testarda.

perchè me la prendo tanto?
perchè?

vorrei fare solo un gesto, ma sono una signora e dunque lascio che lo immaginiate voi...

cioccolato al peperoncino - senza numero

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mi chiedo il motivo per cui scrivo sul mio diario prevalentemente del "cioccolato al peperoncino".
me lo chiedo da qualche tempo.

non siamo fidanzati.
ci siamo visti non più di 8 volte in un anno.
siamo stati insieme 3 volte.
abbiamo una corrispondenza virtuale.

amore?
non credo.
mi innamoro difficilmente di qualcuno che non c'è.
mi innamoro difficilmente se non sono sicura di essere corrisposta.
mi innamoro difficilmente. e basta.

ritengo di essere arrivata alla conclusione che il motivo sia legato alla spontaneità della nostra relazione
e alla voglia di aversi che riusciamo, non so bene come, a far durare nel tempo.
ci sono periodi in cui non ci sentiamo.
altri in cui non ci vediamo per mesi.
altri ancora in cui non ci sentiamo e non ci vediamo.

ma il desiderio di noi rimane lì. indiscusso.
lo alimentiamo con le parole.
ma è tutto.
eppure lui è lì. e non va via.
sarà forse per la serie di "prime volte" che entrambi abbiamo vissuto in quei pochi incontri?

08/09/2007

alle mie amiche

per tanto tempo mi sono cullata nelle illusioni e ho chiuso gli occhi per amore dei miei sogni.
e per quanto qualcun altro che per disgrazia abbia subito la mia stessa sorte
risvegliandosi abbia maledetto la sua cecità e rinnegato i suoi sogni,
io non mi sono pentita di aver sognato e talvolta di continuare a farlo ad occhi aperti.
perchè questo mi ha aiutata a vivere.
e se così non fosse stato la mia vita sarebbe stata vuota e fredda come un inverno senza natale.
di fronte all'incredibile vuoto lasciato dalla verità, quando obbedendo alla voce della ragione devasta ogni cosa,
mi è sempre sembrato più dignitoso e umano preservare una sfera illusoria integra e imprescindibile
in cui ritirarsi.
al niente del mondo il tutto dei miei sogni.
ecco cosa opporre.
e sebbene talvolta vago ancora per strada con tutta la presunzione e la gioia di una sognatrice
senza frontiere nè tempo, oggi ho un alloggio sicuro.
vivo nel vostro cuore e nel vostro sorriso.
e così anche grazie a voi ho trovato un rifugio che nessuno potrà sottrarmi.
restate sempre così...con la mia immagine negli occhi.

03/09/2007

cioccolato al peperoncino - 5

organizzo un week end nella sua città che poi è anche la mia città natale.
2 mesi dopo il nostro primo "incontro".
perchè in questi 60 giorni non ci siamo più visti?
difficile dare una risposta.
io, lontana 200 km da lui...

una distanza percorribile anche da un bradipo.

la quotidianità. questo credo sia l'ostacolo.
una quotidianità lontana e molto diversa.
l'ansia di allontanarsi dalla propria città, dagli amici noti e dai locali sempre frequentati. tre punti esclamativi contro un punto interrogativo.
o forse un impegno che io non conosco e che sinceramente, non voglio conoscere.
oppure solo semplice disinteresse ad avere più di quello che si è avuto.
già...forse ho frainteso le sue parole e le sue sensazioni.  
...a questo effettivamente non avevo mai pensato.
eppure lui, come me, sembra una persona che vive serenamente tutti i rapporti che via via si interecciano alla sua esistenza, con schiettezza, senza paure, remore, freni o ansie.
rischiando con passione. tirando i dadi. 
talvolta però sembra che io sia la sola a tirarli.


ma questo perverso e insolente gioco di nascondersi dietro un filo d'erba a me fa impazzire e dunque...
 
...ritorniamo al fine settimana.
passiamo 2 giorni e 2 notti in un b&b favoloso...
anche se una serie di piccoli incidenti devasta un pò la serenità del luogo e soprattutto la nostra.
il nostro stare insieme è un pò "maldestro".
un tavolino di vetro infranto e il mio amato computer morto, il mio orologio scheggiato, il suo cellulare annegato nella birra...
ma l'adrenalina, la passione e il desiderio di scoprire se la nostra prima volta era stata solo un episodio unico ed irripetibile sono stati più forti dell'ansia da avvenimento disastroso...

posso dire con certezza...
che la nostra compatibilità è indiscussa,
che basta uno sfioramento anche involontario della nostra pelle per far incendiare una foresta,
che il nostro odore che si mischia è il profumo che metterei tutte le mattine,
che il piacere che proviamo nell'assaporarci è puro cioccolato al peperoncino e a me, come sapete, fa perdere i sensi...
che la nostra naturale intimità è talmente intima da spaventarmi,
che non è facile riuscire a realizzare le proprie fantasie e i propri sogni insieme a qualcuno che si conosce così poco, ma che con lui quelle fantasie e quei sogni non devono neanche essere svelati perchè basta anche uno sguardo ad occhi chiusi e loro si materializzano...
per me. una intesa a pelle mai provata.
per lui. un giorno forse glielo chiederò. 

12/01/2007

cioccolato al peperoncino - 4

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gli uomini.
una serata insieme poi il silenzio per qualche giorno.
è quello che ci si aspetta.
è quello che fisiologicamente avviene ogni volta.
e va bene.
per noi donne, per me, va bene.
è classica letteratura.
poi succede l'impensabile.
il silenzio è più breve del previsto e viene interrotto da messaggi sciatti e di informazione.
...nulla di più, nulla di meno.
tu ti allontani, non rispondi, sei vaga e tornano quelli di sempre.
tattica...perchè?
noi non ci aspettiamo una dichiarazione d'amore dopo una intensa notte di passione.
vogliamo solo vivere.
vogliamo divertirci.
andare avanti continuando il gioco.
e poi se la storia non evolve. pazienza.
talvolta siamo proprio noi a non volere che questo avvenga.
siamo molto più semplici di quanto gli uomini pensino.
molto.

10/01/2007

cioccolato al peperoncino - 3

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1 mese dopo. il seguito del seguito.
subito dopo capodanno.

lui. prendo la macchina e vengo a trovarti.
2 ore dopo.

maniaca dei particolari, non ricordo cosa indossavo o come era vestito lui.
non ricordo i saluti nè se ci siano stati.
non ricordo il momento in cui quei vestiti di cui non ricordo sono caduti.
non ricordo se c'erano dei vestiti.
non ricordo la marca del vino nè se vino era.

ricordo.
l'imbarazzo inesistente.
la voglia di parole non pervenuta.
gli sguardi che cercano altri sguardi.
la pelle che si cerca bruciando ad ogni contatto.
il canto.
i sorrisi.
la naturalezza dei movimenti.
i desideri inespressi perchè già realizzati.
una notte intera passata ad amarci.
una alchimia.
...una serie di prime volte.

è stato come desideravo che fosse.
o forse, se questo può essere, ancor meglio.

sembravamo delle note buttate a caso su un pentagramma che come
per magia formano la melodia perfetta.
o almeno questa è stata la mia sensazione.
la sua per ora non la conosco.

(gennaio 2007)

19/12/2006

cioccolato al peperoncino - 2

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timidezza, pigrizia, reticenza, paura della tridimensionalità, della voce, dei gesti...
non comprendo quali siano le motivazioni che hanno portato il nostro primo bacio
lontano 5 mesi dalla mia perdita dei sensi...

come dicevo non sapevo se ci sarebbe stato un seguito.
ma un seguito c'è stato.
ora non so se ci sarà un seguito al seguito.
e anche questa volta non è questo l'importante...

ho imparato che le aspettative mangiano i rapporti, di qualsiasi natura essi siano.

e così io tento di farmi travolgere dalla vita senza che la speranza costante
di far diventare realtà una aspettativa
abbia trascorso ore, giorni, mesi a logorarmi i pensieri.
tento.
e fino ad ora ci sono riuscita.

2 città diverse.
un autunno passato tra messaggi e parole virtuali.
un autunno trascorso con risate scritte e confessioni sussurrate.
un autunno che è diventato inverno fatto di sguardi ad occhi chiusi
e di puntini di sospensione.
mai un invito. mai una presenza fisica se non per caso per alcuni minuti.

un giorno.
beviamo qualcosa insieme. 4 ore da soli. birra e rhum in cui stavo annegando.
parole e risate guardate e udite.
e un bacio. lungo, appassionato, stretto e interminabile...
il ricordo è ovattato da quel mare di alcool di cui sopra...
ma il cofano della sua macchina, io stesa di schiena, lui quasi su di me,
i baci che si mischiano alla voglia di aversi, il suo odore che ancora una volta
mi tende una trappola, la pelle sulla pelle, il caldo degli sguardi
...tutto questo lo ricordo. molto bene.

stasera l'unico pensiero, che è anche una aspettativa, è questo: se ci rivedremo,
ci ameremo così intensamente e con la passione del nostro primo bacio?
tento.
ma qualche volta il tentativo è vano...

(dicembre 2006)

06/09/2006

colori

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pensa come sarebbe se un giorno potessimo usare i nostri colori per dipingere ciò che ci circonda.
potremmo usare il giallo del sole o il blu dell'orizzonte quando sembra un tutt'uno con il mare.
e perchè no, il verde di un bosco in cui perdersi senza timore o il nero di un mantello che copre i tuoi occhi in cui ci si potrebbe specchiare anche di notte poichè godono di una propria luce che non lascia e non tradisce mai.
o il marrone del legno di una barca di pescatori e tirar su all'alba vita e sogni e nutrirsi solo di essi fino ad ubriacarsi e poi ancor di più, fino ad esplodere di gioia e di aria, imbevuti come spugne ma sempre più assetati come vagabondi misteriosi.
ma per quanto tu li possa cercare, pennelli e colori non li troverai mai se non nel tuo mare e allora saranno i tuoi occhi a darti tutte le scale cromatiche...e tu sarai la persona più felice del mondo, la più instancabile, la più sazia perchè anche quando penserai di non avere niente, avrai tutto.

30/07/2006

cioccolato al peperoncino - 1

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una cena.
una tavola imbandita per 12 persone.
non ci siamo rivolti la parola per tutta la sera.
non ci siamo guardati.
non abbiamo riso insieme.
non eravamo interessati l'uno all'altro.
e questo è tutto.

poi...
uno scambio di numeri...
l'inizio di una corrispondenza di messaggi ironici, maliziosi, divertenti, sognanti e tanto lontani.

forse a quella cena ci guardavamo senza guardarci...
sorridevamo pur essendo seri e parlavamo restando in silenzio...
forse mi sbagliavo...o forse no...

qualche settimana dopo, il caldo di una città d'estate. un bar sul mare.
una intera serata a bere e ridere con gli amici, i suoi.
quasi l'alba, un unico tavolo rimasto, birre, parole e qualche sguardo nascosto.

è l'ora di andare.
comincia a fare freddo.
un odore che mi fa girare la testa, una mano che mi cinge un fianco, una scossa,
un corpo che si stringe a me, un brivido caldo...chiudo gli occhi...per una notte intera
...anche se è stato solo per un secondo...

non so se un giorno ci rivedremo.
non so se il nostro odore si mischierà.
non so se potrò essere circondata da quelle braccia nè se quelle braccia desiderino stringermi di più.
non so se ha sentito il mio mancamento nè se l'ha provato lui stesso.
non so se proverò di nuovo quel sapore di cioccolato al peperoncino.
non so.

in fondo non è necessario che io sappia.
saranno il caso e il destino a dare una risposta.
come sempre accade.

perdere i sensi pur restando sveglia.
questa è l'unica sensazione che non voglio dimenticare.
il resto oggi non ha alcuna importanza.

(luglio 2006)

03/05/2006

delusioni...

questo è solo un flusso di coscienza, scritto per me stessa e regalato a te. forse è solo letteratura e forse è esagerato sprecare tutte queste parole su una persona che fondamentalmente non si conosce affatto e che si è incontrato per caso solo pochi giorni fa...ma io sono così...il mio carattere è bizzarro e forse esagerato, un miscuglio indefinito di vizi e virtù, un groviglio di contraddizioni, una altalenanza di dolce e di salato, ma la stabilità per fortuna mi viene donata dall'onestà intellettuale di cui vado molto fiera e grazie alla quale stasera sono qui a scrivere.

questo sappi che non è un giudizio, non è una accusa né una recriminazione. non leggerlo così. è solo un tentativo forse distorto di comprensione.
come ti ho confidato, la conoscenza delle persone e dei fatti è fondamentale per la mia vita. senza mi sentirei persa...e in questo momento, per quel che ti riguarda, un pò lo sono...

parlo di delusione. di questo in fondo si tratta.
le persone che conosci ti deludono e anche se non vuoi ammetterlo sei sempre consapevole delle motivazioni...quelle che conosci poco ti deludono sicuramente in maniera meno ancestrale, ma pur sempre affilata e la comprensione diviene naturalmente più ostica.

giocato, riso, scherzato, parlato, confidato, preso in giro, aperto, corrisposto, vinto, perso, discusso, odiato e adorato, guardato...abbiamo fatto tutto questo per ore intere...dietro ognuno di questi participi mi sembrava che ci fosse onestà...della mia, come ti dicevo, sono sicura, della tua oggi dubito fortemente...

cosa è accaduto a quei participi? la mia intelligenza non riesce a dare una risposta appropriata, sana e lineare a questa domanda.

la sincerità prima di tutto...l'hai professata, richiesta e difesa...ma la tua dov'è? una seconda possibilità non viene concessa, d'accordo, ma le spiegazioni, hai detto, sono sempre doverose e visto quel poco ma intenso tempo che abbiamo passato a tentare di conoscerci pensavo davvero che io almeno quelle le meritassi...adesso non mi dirai mica "te l'avevo detto che ero una persona così"...non lo sapevo, non lo sapevo davvero o forse non ho saputo leggere tra le righe...

mi chiedo se non sia molto più semplice parlare con le persone in maniera chiara piuttosto che chiudersi in un mutismo che non è appropriato ad una situazione di prima conoscenza come la nostra...
probabilmente neanche i toni di questa lettera ti sembreranno consoni...ma le parole sono un dono che dovrebbe essere sfruttato sempre...ed io lo faccio con gioia.

ho provato a chiederti e a visitarti...ma il tuo silenzio è stato assordante. e così, visto che tu odi le intrusioni troppo aggressive quando "la pelle" non ha parlato ed io odio rincorrere da bradipo una gazzella, non riceverai più nessun mio messaggio...solo questo perché tu comprenda davvero che talvolta dovresti tacere prima o forse parlare dopo...

mi piaceva il tuo sorriso, peccato che io abbia sbagliato a valutarlo...simmental travestita da nutella...adesso questo mi sembra.
ti bacio e, come direbbero i francesi, bonne chance petit prince!