12/12/2007
vacanze romane - II parte
Sveglia che suona presto. Corrispondenza con il Prete smemorato per l’appuntamento del pranzo. In 2 un bagno solo. Caffè e sigarette e biscotti e pace. Quello che abbiamo scoperto io e Cloe fin dal primo momento è che non avevamo bisogno di riempire il silenzio con parole inutili. Immensa libertà e segno di forte intimità. Sms di Robby “sono quasi arrivato”...Merda, dobbiamo ancora farci la doccia, vestirci, truccarci...rimerda. Ci catapultiamo in bagno, sembriamo un ingranaggio perfetto, io mi asciugo, lei si fa la doccia, lei si asciuga, io mi metto la crema, lei si mette la crema, io mi lavo i denti...usciamo. La mia minimacchina purtroppo non vola e così il traffico rallenta il nostro andare. Robby è già a Piazza di Spagna e passeggia. Noi in ritardo, come si conviene. Corri, corri, tapis roulant che danno le vertigini e scale mobili soffocanti ed eccoci sotto la scalinata di Trinità dei Monti ed ecco un puntino chiaro in lontananza che sorride...è Robby! Abbracci e abbracci e la stranezza di stringere carne al posto di parole. Amici questo sembravamo tutti e 3 con la naturalezza che solo gli amici possono avere nelle loro conversazioni. Aperitivo mentre Cloe non riesce a staccare gli occhi da un ballerino sessantenne che danza su una musica che solo lui può sentire. Ma seduti non riusciamo a resistere, i nostri piedi vogliono la strada. “Dove siete?” il Prete chiama e noi lo accogliamo. Altri abbracci, altri baci e altri saluti. Il ristorante è carino, ma a noi importa poco. Sono le parole e il guardarci negli occhi l’unica cosa al centro della nostra attenzione. Le parole questa volta pronunciate. E poi, poi il tempo è volato...passi, una libreria, un negozio di arredamento e il riposo sulle scale di Piazza di Spagna prima di infilarci tutti e 4 in macchina, sotto la pioggia, in direzione della stazione dove avremmo salutato i due uomini. Quello che ricordo era la pioggia sottile, i fari delle macchine che illuminavano il nostro arrivederci, gli abbracci stretti, l’odore dell’altro e Roma che diveniva più grigia. Io e Cloe sulla strada di casa. La giornata è stata emozionante, divertente, profumata, colorata nonostante la pioggia. Non abbiamo voglia di altro questa sera se non di rimanere in casa, raggomitolate. 30 minuti in videoteca, 6 film acquistati da me e 4 da Cloe...ecco la nostra serata perfetta. Scelgo io e alla mia sposa questo piace. “Il giorno più bello”, commedia con Violante Placido e Fabio Troiano, a cui io sono particolarmente affezionata perché prodotto da uno dei miei più cari amici (che Cloe conoscerà domenica) e poi “Shortbus”, film scandaloso e al limite della pornografia (così hanno scritto), che io ho amato per le ricostruzioni di New York in cartapesta, per la colonna sonora e per la maestria commovente nel raccontare i disagi e le passioni di alcune giovani coppie. Cloe apprezza la scelta. L’unico neo è stato che di “Shortbus” non ha potuto vedere gli ultimi secondi di film a causa di un graffio sul dvd. Io sono contenta perché il film l’avrei fatto finire senza quegli ultimi secondi. Dopo 4 ore davanti alla tv è giunto il momento del sonno, del sogno. Veloci. Un, due, tre...Buonanotte adorata.
Sabato...sveglia tardi, tardissimo...è quasi mezzogiorno. Fame? Mah. Caffè...tanto. Biscotti. Parole scritte e dette. Ci vestiamo? No, perché? Chiudiamo il divano letto per poi riaprirlo dopo 1 minuto. Dopo aver costretto Cloe a guardare “Amici”, trasmissione che mi fa morire dal ridere, facendo zapping ecco che appare “Flashdance”. No, non possiamo non guardarlo per l’ennesima volta. Cloe conosce tutte le battute a memoria ed è meraviglioso ripercorrere grazie a questo film gli anni passati. Mmm...sono le 17, forse dovremmo alzarci e prepararci per l’aperitivo che una mia amica ha organizzato per inaugurare la sua nuova casa. Diligentemente lo facciamo. Togliamo finalmente i pigiami per indossare pantaloni, maglioni e perle, ma...ho lasciato il televisore acceso e...cavolo “Se solo fosse vero”, commedia sentimentale tratta da un libro di Marc Levy. Cloe inizia a vedere ed io a rivedere con lei. A volte servono questi film romantici e fiabeschi. Arriviamo in ritardo, il cibo è finito, il vino per fortuna no...baci, presentazioni, giro turistico nella reggia e nuovamente baci. Dobbiamo raggiungere Allis per la cena. Il traffico del sabato sera romano ci tende una trappola e lasciamo Allis ad aspettarci su una panchina, al gelo, a Trastevere. Lo troviamo semi congelato, ma non appena posa gli occhi su Cloe il suo colorito ritorna roseo e le sue labbra si allungano in un sorriso d’amore. Si, loro si amano ed io non sono per niente gelosa. E’ stato bello conoscere Allis. Una persona che a pelle ha fatto sentire caldo anche a me. Non siamo riusciti a limitarci nel cibo e usciamo dal ristorante pieni come sacchi di patate. Io e Cloe abbiamo le tette che stanno scoppiando...eh si, perché quando uno mangia troppo, beh, per qualche strano motivo, si ritrova con le tette che non riescono più a rimanere buone buone sotto il cappotto...No, non possiamo raggiungere i miei amici per bere insieme a loro qualcosa. Non possiamo in queste condizioni. E allora salutiamo Allis con grandi abbracci (il mio nuovo profumo da bordello adesso so che funziona!) e ripercorriamo la strada verso la mia minicasa. Domani Cloe partirà ed io non ne voglio parlare. Il racconto del nostro week end per me finisce qui. La giornata di domenica, insieme alla “mia famiglia romana” l’ha descritta la mia sposa come meglio non si poteva. Quello che voglio dire per concludere il mio logorroico post è che domenica il viaggio di ritorno, dopo aver accompagnato Cloe a Fiumicino, è stato segnato da qualche lacrima.
Perché anche se gli ospiti dopo qualche giorno puzzano, io avrei adorato la sua “puzza” se lei fosse rimasta con me.
Sabato...sveglia tardi, tardissimo...è quasi mezzogiorno. Fame? Mah. Caffè...tanto. Biscotti. Parole scritte e dette. Ci vestiamo? No, perché? Chiudiamo il divano letto per poi riaprirlo dopo 1 minuto. Dopo aver costretto Cloe a guardare “Amici”, trasmissione che mi fa morire dal ridere, facendo zapping ecco che appare “Flashdance”. No, non possiamo non guardarlo per l’ennesima volta. Cloe conosce tutte le battute a memoria ed è meraviglioso ripercorrere grazie a questo film gli anni passati. Mmm...sono le 17, forse dovremmo alzarci e prepararci per l’aperitivo che una mia amica ha organizzato per inaugurare la sua nuova casa. Diligentemente lo facciamo. Togliamo finalmente i pigiami per indossare pantaloni, maglioni e perle, ma...ho lasciato il televisore acceso e...cavolo “Se solo fosse vero”, commedia sentimentale tratta da un libro di Marc Levy. Cloe inizia a vedere ed io a rivedere con lei. A volte servono questi film romantici e fiabeschi. Arriviamo in ritardo, il cibo è finito, il vino per fortuna no...baci, presentazioni, giro turistico nella reggia e nuovamente baci. Dobbiamo raggiungere Allis per la cena. Il traffico del sabato sera romano ci tende una trappola e lasciamo Allis ad aspettarci su una panchina, al gelo, a Trastevere. Lo troviamo semi congelato, ma non appena posa gli occhi su Cloe il suo colorito ritorna roseo e le sue labbra si allungano in un sorriso d’amore. Si, loro si amano ed io non sono per niente gelosa. E’ stato bello conoscere Allis. Una persona che a pelle ha fatto sentire caldo anche a me. Non siamo riusciti a limitarci nel cibo e usciamo dal ristorante pieni come sacchi di patate. Io e Cloe abbiamo le tette che stanno scoppiando...eh si, perché quando uno mangia troppo, beh, per qualche strano motivo, si ritrova con le tette che non riescono più a rimanere buone buone sotto il cappotto...No, non possiamo raggiungere i miei amici per bere insieme a loro qualcosa. Non possiamo in queste condizioni. E allora salutiamo Allis con grandi abbracci (il mio nuovo profumo da bordello adesso so che funziona!) e ripercorriamo la strada verso la mia minicasa. Domani Cloe partirà ed io non ne voglio parlare. Il racconto del nostro week end per me finisce qui. La giornata di domenica, insieme alla “mia famiglia romana” l’ha descritta la mia sposa come meglio non si poteva. Quello che voglio dire per concludere il mio logorroico post è che domenica il viaggio di ritorno, dopo aver accompagnato Cloe a Fiumicino, è stato segnato da qualche lacrima.
Perché anche se gli ospiti dopo qualche giorno puzzano, io avrei adorato la sua “puzza” se lei fosse rimasta con me.
10:45
Scritto da: agatasnotes
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Commenti
che dire? niente se non un po' di invidia per non esser riuscita ad essere con voi... un abbraccio dolcezza
Scritto da: mai.esistita | 17/12/2007
E' stato bello rileggere delle vacanze romane, ripercorrere a flash la nostra giornata assieme, con gli stessi toni e gli stessi colori che ricordo bene. E stato bello anche ritrovarti dopo la tua assenza e ritrovarti come ti avevamo lasciato, come ti avevo lasciato. Bentornata dunque!
Robby
Scritto da: conquisto.elisa | 17/12/2007
sei una scema!
ecco cosa sei!
una scema!!!!
e ci metti centoquaranta giorni per scrivere la seconda parte di un post monco... e quando lo finalmente ti decidi a pubblicarlo non dovrebbe più suscitare emozioni... perchè ormai è passato.. è storia vecchia.. passa il santo, passa la festa.. o giù di lì...
e invece mi fai commuovere... e mi rendo conto che, per scrivere, ti ho appena chiuso il telefono in faccia.
Ora ti chiamo, ti dico che ti amo e metto giù.
Non potrei aggiungere altro.
Anzi.. te lo scrivo. Perche' non riesco a parlare.
Ti voglio bene, gnoma disgraziata e meravigliosa!!!!!!!!
Scritto da: Cloe | 17/12/2007
Non avevo ancora letto il tuo racconto!! Ma che belloooo!
Come stai?
Baciiii
Daniel
Scritto da: Daniel | 18/12/2007
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